21 settembre 2021

Che cos’è il residuo fisso?

cosa è il residuo fisso

Si tratta di un concetto che spesso si collega direttamente all’acqua minerale che consumiamo regolarmente. Con il termine residuo fisso si intende la quantità di sali minerali e oligoelementi contenuti in un litro di acqua, i quali sono il risultato di un processo di mineralizzazione che avviene nella falda acquifera in cui l’acqua scorre tra le rocce. Scendendo nel dettaglio, si definisce residuo fisso o TDS (total dissolved solids) l’insieme dei solidi disciolti in acqua dolce. È un parametro misurato in mg/L e viene utilizzato per classificare tutte le acque minerali. Nello specifico questo costituisce l’entità dei fattori solidi secchi residui dopo l’evaporazione di una certa quantità d’acqua filtrata, in un contenitore di platino opportunamente tarato. Infatti, il campione di acqua da analizzare viene sottoposto a riscaldamento graduale che porta all’evaporazione dell’acqua a 100°e all’allontanamento di tutti i componenti volatili al raggiungimento di 180°. A questo punto si effettua un condizionamento del residuo fisso fino a peso costante. Il dato risultante da questo processo si può controllare in tutte le etichette dell’acqua minerale dove, come dicevamo, viene espresso in milligrammi per litro. 

 

Come si classificano le acque in base al residuo fisso?

La normativa che regola le acque minerali è quella del Decreto Legislativo 8 ottobre 2011, n.176 che a sua volta recepisce la Direttiva Europea 2009/54/CE

Nel decreto vengono indicate tutte le denominazioni, riportabili sull’etichetta, derivanti dalle proprietà specifiche di quella determinata acqua. Tra queste troviamo anche tutta la nomenclatura specifica riguardante la classificazione in base al residuo fisso:

 

  • Acque molto ricche di sali minerali: un residuo fisso superiore a 1500 mg/l.

    • Sono acque contenenti una grande quantità di sali disciolti. Sono spesso utilizzate per fini curativi e solo su consiglio di medici specialisti. 

 

  • Acque medio minerali: residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/l

    • Questa tipologia di acqua contiene un’alta concentrazione di sali minerali

 

  • Acque oligominerali: residuo fisso compreso tra 50 e 500mg/l 

    • Contengono solitamente poco sodio e sono ideali per essere bevute nel quotidiano. Offrono un’ottima azione diuretica e sono quelle maggiormente diffuse in Italia. 

 

  • Acque minimamente mineralizzate: residuo fisso inferiore o uguale a 50 mg/l 

    • Sono le acque leggere, sensazione che si percepisce benissimo all’assaggio

 

Cosa contiene, in definitiva, il residuo fisso?

Il residuo fisso contiene diverse sostanze (può contenere sia componenti chimici che solidi), derivanti dagli agenti atmosferici o dal passaggio sulle rocce e terreni. Le più comuni, per la maggior parte provenienti dal terreno e dalle piogge o nevicate, sono fosfati, nitrati, cloruro, sodio, potassio e calcio.

Tutti composti che non danneggiano la salute se mantenuti entro specifiche soglie regolamentate. Perciò è necessario analizzare approfonditamente tutte le acque sorgive e determinarne i valori “minerali” prima di poterle mettere in commercio. 

Come leggere l’etichetta dell’acqua

È importante saper leggere correttamente l’etichetta dell’acqua, perché ci permette di scegliere al meglio l’acqua più indicata per le nostre esigenze. La prima cosa da guardare quando si prende in esame un’etichetta è la dicitura propria dell’acqua: Acqua Minerale Naturale, ad esempio, oppure Acqua Oligominerale. Questo dà un’idea specifica dell’acqua che stiamo bevendo (per sapere di più sulle tipologie di acque leggi il nostro articolo)

Secondo step è valutare il luogo di origine dell’acqua. Questo deve essere riportato obbligatoriamente in chiaro sull’etichetta, così come la tabella dei parametri analitici, tra i quali troviamo anche il Residuo fisso: 

  • Residuo fisso. Come abbiamo detto è il valore che si ricava, quando l’acqua viene fatta evaporare ad alte temperature, di tutti i sali minerali presenti. Più il valore è alto e più è alta la concentrazione di sali. 

  • pH. Misura l’acidità dell’acqua. Il valore del pH varia da 1 a 14 ma generalmente l’acqua che troviamo nei supermercati che non ha subito trattamenti, ha un pH compreso normalmente fra 6,5 e 8.

 

  • Sodio. Spesso troviamo l’indicazione: acqua povera di sodio. Il sodio infatti agisce direttamente sulla nostra salute, perciò se notate l’indicazione “acqua povera di sodio” significa che i valori del sodio sono inferiori a 20 mg/l mentre se nell’etichetta trovate scritto “acqua sodica” il valore di sodio disciolta in essa è superiore a 200 mg/l.

  • Nitrati.  L’AIRC ha rilasciato un articolo per fare chiarezza su questo argomento. Pubblicazioni non avvalorate da studi scientifici affidabili, come spiegato in questo articolo, classificavano i nitrati come probabilmente cancerogeni. In Italia, il contenuto di nitrati nelle acque potabili è per legge inferiore a 50 mg/L, concentrazione ritenuta non dannosa per la salute umana. Una monografia dello IARC del 2010 ha esaminato nel dettaglio i vari tipi di tumori associati all’ingestione di nitrato attraverso l’acqua potabile. Nel caso di tumori gastrici ed esofagei, tumori del cervello, tumori del tratto urinario, linfoma non-Hodgkin sia i casi studio controllo che gli studi di coorte non hanno evidenziato una correlazione tra ingestione di nitrato attraverso l’acqua potabile e lo sviluppo di tumori.  Nel caso dei tumori del colon il rischio era aumentato per le persone con una elevata assunzione di nitrato dalla dieta e bassa assunzione di vitamina C. (fonte Ministero della Salute)

Regole per conservare adeguatamente l’acqua

Oltre a saper navigare correttamente tra i valori presenti nell’etichetta, dobbiamo saper come conservare correttamente l’acqua per mantenerne intatte le caratteristiche originarie. 

 

  1. Non tenere le bottiglie di acqua sotto il sole o vicino a fonti di calore

  2. Quando hai aperto una bottiglia, richiudila bene

  3. Non riutilizzare le bottiglie, una volta finita, schiacciale bene e riciclale. 

  4. Se vuoi portare in giro una scorta d’acqua usa le urban bottle (anche in questo caso valgono le indicazioni ai punti 1 e 2)