07 aprile 2021

L’Acqua Osmotizzata

acqua osmotizzata

Come abbiamo più volte detto, l’acqua di rete è potabile, controllata e sicura. Spesso però l’odore e il sapore sgradevoli sono una barriera al consumo, perciò si ripiega verso l’utilizzo di acqua in bottiglia dal costo decisamente più elevato. Spesso si sente parlare di osmosi per il trattamento delle acque oppure di microfiltrazione. Facciamo chiarezza su cosa significa acqua osmotizzata e cosa invece è l’acqua microfiltrata. In questo articolo parleremo di:

  • Cos'è l’osmosi
  • Cos’è l’osmosi inversa
  • Cosa significa acqua osmotizzata
  • Differenza tra acqua osmotizzata e acqua microfiltrata
  • Consumo di acqua

Cos'è l’osmosi

L’osmosi è un fenomeno presente da sempre in natura. Il corpo umano se ne avvale così come gli animali o le piante in quanto consente di mantenere e regolare la pressione cellulare grazie alla membrana semipermeabile, cioè permeabile all’acqua ma non ad altre sostanze - i soluti - quali zuccheri, proteine, sali disciolti etc. In chimica, quindi, il termine osmosi indica la diffusione del solvente (ad esempio acqua) attraverso una membrana semipermeabile che fa passare solvente, l’acqua appunto, e non soluto, nel nostro caso sali minerali o particelle disciolte.


 

Cos’è l’osmosi inversa

Per adesso abbiamo chiarito che l’osmosi, quindi il flusso d’acqua che si genera fino a quando le due soluzioni hanno raggiunto la stessa concentrazione, è a tutti gli effetti un processo spontaneo che permette il passaggio dalla soluzione più diluita a quella più concentrata sino al raggiungimento della stessa salinità. Questo flusso può essere invertito - osmosi inversa- applicando una pressione, dipendente dal numero di particelle presenti nella soluzione, che va ad opporsi al passaggio dell’acqua attraverso la membrana rendendo così il passaggio dell’acqua attraverso la membrana semipermeabile opposto al naturale generando di fatto due soluzioni: una ad alta concentrazione salina mentre l’altra molto diluita.

Cosa significa acqua osmotizzata

Attualmente esistono sistemi di osmosi domestica compatti che possono essere installati nell’abitazione per trattare l’acqua di rete. Ma cosa accade all’acqua dopo l’osmosi? L’acqua osmotizzata è necessariamente priva di particelle disciolte tra le quali anche i sali minerali. Infatti è necessario utilizzare successivamente un processo di mineralizzazione dell’acqua che va a riaggiungere i sali all’acqua per renderla nuovamente minerale.

Differenza tra acqua osmotizzata e acqua microfiltrata

Mentre l’acqua osmotizzata attraversa quel processo appena descritto che la depaupera dei minerali costrigendo ad operare una rimineralizzazione, cosa diversa è l’acqua microfiltrata. Anche i dispositivi di microfiltrazione domestica sono piuttosto diffusi e spesso molto comodi nella gestione. Infatti la microfiltrazione avviene attraverso un filtro a carbone che rende l’acqua molto gradevole al gusto e all’olfatto, trattiene le impurità derivanti dalla rete idrica, elimina cloro, pesticidi, sostanze in sospensione ed è possibile selezionare specifiche azioni correttive senza intaccare minimamente le caratteristiche organolettiche. La microfiltrazione quindi va ad agire sull’acqua senza depauperarla dei sali minerali andando al contempo a eliminare in maniera definitiva tutte le sostanze che ci arrecano fastidio, restituendoci un’acqua decisamente ottima da bere con tutte le sue proprietà minerali intatte.

 

Consumo di acqua

Il processo di osmosi non è in grado di restituire lo stesso ammontare di acqua che ha in entrata, in uscita. Perciò c’è un evidente spreco di acqua, quella che contiene le impurità, che finisce nello scarico. Invece negli impianti di microfiltrazione l’acqua passa attraverso i filtri predisposti ed esce direttamente dal rubinetto o dall’apparecchio di erogazione con una perdita davvero minima. Infatti per ottenere lo stesso numero di acqua filtrata con l’osmosi è necessario tenere a mente il dispendio di acqua e quindi un maggiore consumo idrico.